Frutta secca, cultura antica

Agrodolce

Immagine di fine pasto a Natale: una tavola un po’ disordinata su cui campeggiano contenitori  ricolmi di frutta secca di ogni genere.
Se provassimo a tornare indietro nel tempo qual’è il viaggio che tutti questi frutti hanno compiuto per arrivare fino alle nostre tavole? Quali percorsi geografici, storici e culturali hanno compiuto questi alimenti?
L’abitudine di seccare alcuni tipi di frutta è molto antica e nasce dalle esigenze delle prime comunità agricole di avere scorte di frutta nei periodi in cui non era disponibile. I popoli hanno utilizzato varie modalità per conservare queste derrate alimentari secche: magazzini, appositi contenitori per lo stoccaggio e il trasporto, utilizzo di piante officinali e spezie dal potere antimicrobico. Anche i più grandi autori classici nei componimenti fanno riferimento a questi alimenti: “… spargi le noci, o sposo. Per te Vespero lascia l’Eta.” (Virgilio, Ecloca VIII, 29-30).
Nell’antica Roma vi era l’abitudine di spargere le noci sul pavimento della casa del futuro marito in occasione delle nozze, e di utilizzare la frutta secca anche nella preparazione di piatti, pani e focacce, come testimoniano i ritrovamenti a Pompei. Attraverso i secoli i consumi di frutta secca sono stati assai altalenanti. Se infatti a ridosso delle guerre e nel periodo post bellico i consumi hanno subito una notevole impennata a causa del basso costo di queste derrate alimentari e l’elevato potere nutritivo, durante il boom economico i consumi hanno subito una forte flessione per poi stabilizzarsi nei decenni successivi e infine trovare nuovo slancio attraverso il riconoscimento delle proprietà organolettiche di questo alimento naturale. Esiste un duplice ruolo di questi cibi: una funzione puramente alimentare e nutritiva, ma anche portatrice di simbolismi e significati religiosi, come testimoniano i molti dolci e preparazioni regionali tipiche che utilizzano la frutta secca per celebrare le feste, rendendo il territorio italiano così splendidamente eterogeneo ma anche così unico.

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